Catania Comunità Educante: hub di servizi per minori
PRIORITÀ 4. SERVIZI PER L’INCLUSIONE E L’INNOVAZIONE SOCIALE
CT 4.4.11.1.j - Catania Comunità Educante: hub di servizi per minori
Risorse PN METRO plus 21-27 al netto della flessibilità: 8.875.000,00 €
Importo flessibilità: 1.000.000,00 €
Catania Comunità Educante: contrastare dispersione scolastica nelle periferie
Il quadro di partenza evidenzia una condizione particolarmente critica: Catania registra un tasso di dispersione scolastica del 25,1%, un dato che la colloca tra le realtà più fragili del Paese e che produce effetti pesanti sul piano educativo, sociale e civile. Le situazioni più gravi si concentrano soprattutto nei quartieri periferici, come Librino, San Giorgio, Zia Lisa e San Cristoforo, dove al disagio scolastico si sommano povertà materiale, difficoltà di accesso alle cure, limitata partecipazione alla vita scolastica, esclusione dalle attività sportive e culturali e un più alto rischio di esposizione a circuiti di illegalità e marginalità.
In risposta a questo scenario, il progetto “Catania Comunità Educante” intende rafforzare il benessere e l’inclusione dei minori, contrastando la dispersione scolastica attraverso strumenti integrati dentro e fuori la scuola. L’obiettivo è superare le barriere che separano i sistemi educativi dal contesto sociale e avvicinare maggiormente la scuola alla vita quotidiana dei ragazzi, costruendo intorno a loro una rete educativa più ampia e stabile.
L’intervento prevede anche la creazione di centri educativi aperti alla comunità, da realizzare anche attraverso il riuso di beni confiscati alla criminalità organizzata, trasformati in luoghi sicuri, inclusivi e stimolanti. In questi spazi sarà possibile promuovere percorsi educativi, relazionali e di crescita personale, capaci di offrire ai giovani alternative concrete al disagio e alla marginalizzazione.
Gli obiettivi del progetto sono molteplici: sostenere il successo scolastico e formativo degli studenti, ridurre la dispersione nelle aree più vulnerabili della città, favorire la partecipazione attiva e l’inclusione sociale dei minori che vivono nelle periferie e sottrarli al rischio di coinvolgimento in reti criminali o in fenomeni di dipendenza.
I destinatari dell’intervento sono ragazze e ragazzi in obbligo di istruzione, frequentanti le scuole secondarie di primo e secondo grado, ma anche minori che non abbiano conseguito un titolo di studio o una qualifica almeno triennale. Nel complesso, il progetto punta a costruire una comunità educante più forte e radicata sul territorio, capace di offrire ai giovani opportunità concrete di crescita, protezione e futuro.
Descrizione dell’intervento
L’intervento punta a sperimentare un modello educativo alternativo, flessibile e inclusivo, capace di affiancare e rafforzare il ruolo della scuola nel contrasto alla dispersione scolastica e al disagio giovanile. La scuola viene concepita come fulcro della comunità educante, aperta anche oltre l’orario curricolare e trasformata in uno spazio vivo, in grado di accogliere attività educative, culturali, sportive e laboratoriali più vicine agli interessi e ai linguaggi delle ragazze e dei ragazzi.
Le attività pomeridiane saranno costruite attraverso processi di co-progettazione, coinvolgendo direttamente gli studenti insieme ad associazioni del terzo settore, società sportive, imprese sociali e istituzioni. Laboratori artistici, agricoltura urbana, storytelling, video-making, comunicazione sociale, sport e altre esperienze pratiche avranno la funzione di promuovere partecipazione, socialità e inclusione, aiutando i giovani a riscoprire le proprie capacità e a riavvicinarsi alla scuola attraverso percorsi più aderenti ai loro bisogni.
Accanto a queste azioni, il progetto prevede anche strumenti di sostegno più mirati, come percorsi di accompagnamento alla genitorialità e sportelli di ascolto per studenti che manifestano disagio o sono esposti a rischio di marginalizzazione sociale. È inoltre previsto il potenziamento delle dotazioni multimediali e l’attivazione di percorsi di formazione e aggiornamento rivolti ai docenti, per favorire l’adozione di metodologie innovative e inclusive.
Un aspetto rilevante riguarda la definizione, da parte dell’amministrazione comunale in sinergia con gli istituti scolastici, di procedure capaci di affrontare le situazioni di disagio familiare e dispersione scolastica con approcci educativi e non soltanto sanzionatori. In questo quadro sarà fondamentale il raccordo stabile con l’Osservatorio di Catania sulla dispersione scolastica, così da garantire un’azione coordinata e continuativa.
Il progetto prevede inoltre l’istituzione di centri educativi di comunità in diverse zone della città, anche attraverso il riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata. Questi spazi offriranno ambienti sicuri, accoglienti e inclusivi in cui studenti e giovani potranno partecipare ad attività educative, culturali, artistiche e sportive, rafforzando il legame tra scuola, territorio e comunità.
Nel complesso, l’intervento mira a costruire una rete educativa più aperta e partecipata, in cui famiglie, insegnanti, enti locali e società civile collaborino per offrire ai minori opportunità concrete di crescita, protezione e inclusione.
Stato di avanzamento